venerdì 22 maggio 2015

VIRTU' DELLE PIANTE CURATIVE

Grazie agli stabilimenti progressi compiuti dalla chimica vegetale si è giunti gradualmente a determinare,almeno in parte,la composizione di un grande numero di pianti e a definire un ampio gruppo di sostanze organiche e inorganche responsabile dello loro azione curativa:alcaloidi,tannini,glucosidi,vitamine,lipidi,zuccheri,enzimi,sali minerali,oligoelementi,mucillagini,acidi organici e altri composti ancora.
Tuttavia bisogna riconoscere che la costituzione chimica di una pianta è ben lontana dall'essere conosciuta in tutti i suoi dettagli e fino ad ora essa è stabilita solo la conoscenza attraverso un numero più o meno grande dei suoi costituenti. In altre termini si può dire che  i principi attivi fin qui identificati,quelli che maggiormente hanno attirato l'attenzione dei chimici e dei farmacologici,non sono che aspetti frammentari  e parziali del complesso chimico dalle piante tanto che,spesso,essi risultano insufficenti a giustificare le diverse attività medicinali di un vegetale o del suo estratto totale.
Purtroppo l'avanzamento degli studi chimici e farmacologici ci ha portato, a fianco di innegabili vantaggi,a un progressivo allontanamento dalla natura.
Per secoli le piante sono state utilizzate nella loro integrità rispettando quel complesso chimico organizzato prodotto  dalle attività metaboliche del vegetale vivente in rapporto con l'ambiente cosmico.
Il primo distacco si è verificato con l'isolamento e la purificazione di alcuni principi attivi. Dal 1820 diverse centinaie di alcaloidi e decine di glucosidi sono stati isolati e purificati e molti di questi rivestono una grande importanza per la salute dell'uomo: caffeina (Caffè),colchicina (Colchico), efedrina (Efedra),salicoside (Salice),vinblastina (Pervinca Tropicale),reserpina (Rauwolfia) sono soltanto alcuni noti esempi.
Successivamente il chimico organico ha compiuto un'altro passo. Egli ha copiato le molecole naturali,almeno quelle più semplici,fabbricandole in laboratorio. Strutturalmente identiche al modello naturale queste sostanze avevano delle proprietà biologiche simili ma non completamente identiche. E come se le sostanze naturali possedessero un "QUID" irripetibile che la mano pur abile dell'uomo non è in grado di riprodurre in provetta.
Infine si è pervenuti alla sintesi delle sostanze che non esistono in natura e per questo non sono riconoscibili dalla memoria biologica dell'uomo.
Ma si è dovuto riconoscere che vi sono delle differenze tra le proprietà delle sostanze naturali e quelle di sintesi e che attualmente è impossibile  riprodurre la qualità biologiche del prodotto naturale.
Oggi molti fitoterapeuti riconoscono l'utilità di utilizzare estratti naturali delle piante piuttosto che il loro principio attivo isolato. Si è fatta poco a poco strada la fallacia dell'ipotesi riduzionista che vuole gli alcaloidi,i glucosidi e altri composti chimici "maggiori i soli dotati di proprietà terapeutiche. Infatti non bisogna confondere il  valore dell'insieme delle proprietà manifestate da una pianta effetti prodotti dal solo principio attivo.Nella droga totale la combinazione dei diversi costituenti  chimici produce un potenziamento degli effetti  dei principi attivi conferendo nuove loro nuove  proprietà che scaturiscono dalla interazione dinamica il fitocomplesso. Alla base di queste considerazioni vi è dunque una visione olistica della pianta che viene vista come un tutt'uno  organizzato  dove ogni costituente partecipa al meccanismo  delle attività curative a determinare il fitocomplesso.
Le azioni biologiche delle piante sono molto varie e per questo spiega la ragione delle loro numerose applicazioni terapeutiche.
In seguito vi voglio ricordare quelle più significative raggruppate in base ai principali effetti che producono l'organismo umano. 

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